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Municipio San Procopio

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Storia

 

Il nome PROCOPIO deriva dal greco IIPOKOIILOS trasformato in latino PROCOPIUS che vuol dire:”Colui che promuove”. Il frutto, in dialetto “PRICOPI” ed in italiano “ALBICOCCA” deriva dal latino PRAECOQUUS che vuol dire “precoce”. Gli abitanti sono chiamati SANPROCOPIESI mentre nella terminologia dialettale sono SANPRICOPITI alias GROFIARI. Questa denominazione è stata coniata dalla popolazione della vicina Melicuccà e deriva dal greco e vuol dire “rospo”. Infatti per la particolarità del territorio formato dentro una conca, tutt’oggi si può ascoltare il gracidare di detti animali. Il culto di San Procopio è stato importato dai monaci Basiliani (sec. XII). Il paese come primo insediamento urbano era localizzato in località “CHIANU DU SIGNURI”. Tratto strategico del passaggio dei monaci Brasiliani provenienti dall’oriente. Dalle leggende si può affermare che in loco vi era una chiesa “denominata inferiore” dove dai racconti popolari era posta la statua di SANTA MARIA DE JESU (1532), opera del Mazzolo, che dopo il terremoto del 1783 con la distruzione della chiese, venne posta in un’altra chiese della “superiore” dove attualmente è ubicata “A VILLA”. In detta chiesa vi era posta anche la statua di San Procopio. Tracce del culto dei Bizantini sono evidenti nel nostro circondario come la MADONNA NERA di Seminara e la MADONNA DELLE GRAZIE di Sinopoli. Forse non a caso si parla della MADONNA NERA dell’ACQUA JUSU. Molto probabilmente anche nella nostra cittadina era venerata la madre di Cristo e non poteva che essere di fattezze Bizantine. Purtroppo il piccolo centro è privo di reperti archeologici in quanto il paese è stato sempre interessato dagli eventi tellurici, soprattutto dal sisma del 1783 avvenuto dal 5 febbraio al 28 marzo (detto il grande flagello), modificando, addirittura, il territorio sul piano morfologico. Nel comune esistono diverse denominazioni, ognuna delle quali porta un nome identificativo che, senza dubbi, non sono titoli a caso.

 

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